Ho sempre amato "Il piccolo principe" e in generale la letteratura che ci ha donato Antonie de Saint-Exupery. Spesso in redazione mi piace citare una sua frase: "Il mistero non un muro, ma un orizzonte. Il mistero non una mortificazione dell'in- telligenza, ma uno spazio immenso, che Dio offre alla nostra sete di verit". La ripeto non solo a chi collabora con il nostro giornale, ma in generale con la nostra struttura. Lo dico a chi ci permette di dare vita a tutti questi magazine che i pi definiscono "misteriosi". In fondo siamo qui a raccontare lo spazio immenso che il mistero porta con s. Talvolta lo facciamo con toni dotti e altri scanzonati, perch un magazine deve sapersi rivolgere a persone diverse con cultura e sguardi differenti. Per dirla alla Omero, quel che conta riuscire, a raccontare "Il fascino dell'ignoto" che domina tutto. Sono passati quasi due anni da quando cominciata l'avventura di "Misteri d'Italia". In casa editrice uscivamo da un'esperienza difficile su una rivista che affrontava argomenti simili. Nessuno di noi credeva sino in fondo in questo magazine, almeno su un eventuale riscontro da parte del mercato. Ma a distanza di quasi due anni, siamo qui e continuiamo il nostro cammino. Talvolta siamo stati zoppi, altri stanchi, ma mai scoraggiati. Ci siamo stati con gli occhi dei blogger, dei studiosi, di chi vive il mistero ogni giorno e del semplice appassionato. E con la stessa pazienza cercheremo di spingere il nostro magazine ancora in avanti. D'altronde, come affermava Paul Claudel: "I misteri illuminano le tenebre che ci circondano mantenendo il segreto di se stessi, come una lampada che ci da luce anche se non capiamo il suo funzionamento".
Buona lettura

Dario Maria Gulli

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UN MISTERO BELLISSIMO

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