Phil K. Dick era un individuo complesso che tendeva a dare dei fatti (e delle idee) versioni notevolmente differenti a seconda di chi fosse l’interlocutore. Sfortunatamente ciò significa che è molto difficile scoprire esattamente quel che pensava davvero. Ma era allo stesso tempo uno dei più grandi narratori di sci-fi e anche un uomo che è riuscito ad avere uno sguardo profetico, quasi da “ricordare il futuro”. Dopo trent’anni dalla morte di Dick, avvenuta per infarto cardiaco, la sua opera è ancora al centro dell'attenzione di lettori, critici, intellettuali. Dick ha influito profondamente non solo sulla fantascienza, ma sulla narrativa nordamericana in generale; giunse alla fama al di fuori della fantascienza solo dopo che i diversi adattamenti cinematografici delle sue opere lo fecero conoscere a un pubblico più vasto (in particolare Blade Runner di Ridley Scott). I suoi lavori sono ora tra i più popolari della fantascienza e della letteratura postmoderna in generale (Ursula K. Le Guin lo definì "il nostro Borges"), e si può affermare che da morto Dick abbia ottenuto sia la fama che il rispetto da parte dei critici: ciò che in vita aveva a un tempo desiderato e temuto. Nel periodo in cui viveva con Anne Dick nei primi anni Sessanta, sostenne di vedere il fantasma di un vecchio girare per casa. La cosa curiosa fu che lo scrittore identificò lo spettro come appartenente, molto probabilmente, a un «anziano gentiluomo italiano». Aveva detto ad Anne che «forse era il fantasma dell’uomo che abitava la fattoria che un tempo si trovava qui». Purtroppo, nel suo resoconto dell’episodio, Anne non spiega le origini di una descrizione così puntuale. PKD sosteneva, inoltre, di udire qualche volta, nelle notti silenziose, il rumore di una locomotiva attraversare Point Reyes Station sulla vecchia ferrovia. Ma le locomotive avevano smesso di percorre quella tratta nel 1920. Anne era convinta che sentisse semplicemente il rumore del vento, ma suo marito non lo percepiva in questo modo. Anthony Peake, scrittore particolarmente interessato ai recessi più misteriosi della coscienza umana, ci racconta i misteri di Dick, uomo indecifrabile e narratore unico.
Dario Maria Gulli

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L'UOMO CHE RICORDAVA IL FUTURO
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