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Socrate aveva le idee chiare quando affermava: “Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta.” La fonte che alimenta ogni ricerca storica e metafisica (come avviene nei nostri magazine) è la meraviglia che qualcosa in genere sia. Da tempo la ricerca sincera, scevra da pregiudizi, è vittima di un sistema intellettuale nevrotico e con paraocchi. “Le teorie della scienza e del sapere accademico, non meno delle credenze religiose, sono soggette a mutamenti continui, in cui l’ortodossia di un’epoca diventa eresia per un’altra e viceversa. Non esiste convinzione, per quanto assodata, che possa ergersi come incontrovertibile sotto i marosi incalzanti dei diversi mutamenti mentali delle generazioni successive; ciononostante, la visione del mondo o lo schema concettuale a cui ciascun individuo e` assuefatto sono per lui qualcosa di cosi`prezioso, qualunque sia il contesto conoscitivo, che le nuove idee che li mettono in discussione sono tendenzialmente rifiutate, con una tale ostinazione da apparire incomprensibile a un osservatore esterno”, sostiene John Michell, autore della nostra cover story e di un interessante approfondimento sui suoi metodi di ricerca. In fondo, non aveva proprio torto l’ironico Albert Einstein nel chiedersi: “Se sapessimo quello che stiamo facendo non si chiamerebbe ricerca, no?”


Dario Maria Gulli
LA STORIA RIVISTA...ANZI, LA RIVISTA DELLA STORIA